Il Generale Roberto Vannacci è indiscutibilmente uomo di intelligenza superiore, ampia cultura ed impareggiabile esperienza professionale, con un curriculum di tre lauree, sei lingue e trentanove onoreficenze, quali Cavaliere, Medaglia d’Oro al merito, Croce d’Oro ed altre di tal livello.
Immagino allora cosa gli sia accaduto un paio d’anni fa, tornando a casa dopo una giornata trascorsa tra il Comando delle Forze Operative, i corsi ai Paracadutisti Guastatori e la corrispondenza con l’Armenia ed il Turkmenistan.
Affaticato, stressato, ed ancora gravato dai pensieri dei tanti impegni, il Generale si abbandona al conforto del suo divano ed accende distrattamente il televisore, dal quale però un’immagine improvvisamente ne desta l’attenzione come un colpo di obice nella notte: il Segretario del partito politico della Lega sta parlando al Parlamento Italiano in qualità di Ministro del Governo.
“Che mi venga un Badoglio!” esclama il Generale, “Ma se un idiota del genere è diventato Ministro, io dovrei essere come minimo Presidente della Repubblica!”
E come dargli torto? Considerate le deficienze del Ministro in questione non se ne comprendeva la prestigiosa carriera… a meno che… la ragione del successo non fosse proprio in quelle deficienze, dimostratesi molto remunerative in termini di consenso. Dunque, per un consenso ancora maggiore, non bisognava colmare le deficienze ma invece ampliarle, moltiplicarle, ostentarle fino al parossismo.
Così, forte del suo Master in scienze strategiche, il Generale comincia ad acquisire accuratamente il patrimonio di corbellerie accumulate dal di cui sopra, per poi iniziare a farsene diffusore, ma in formato extra-ultra-maxi, in modo da surclassare su ogni fronte quello che era stato il suo modello.
Successo travolgente! Ed al buon Generale, mentre dai palchi declamava stupidaggini, scappava un sorriso, ma venato di leggera amarezza: “Cavolo, per quarant’anni mi sono fatto il mazzo a studiare, ho rischiato la vita, ho sofferto di tutto … ed invece, per essere acclamato dalle folle, bastava fare queste pagliacciate…”
Adesso che sta nel Parlamento dell’Europa, il Generale è costretto a parlarne male.
Lui non vorrebbe, perché ha studiato, lo sa che negli ultimi trent’anni famiglie ed imprese italiane hanno potuto accollarsi mutui e finanziamenti solo grazie alla stabilità finanziaria dell’Euro; conosce i vantaggi della libera circolazione di beni e persone; ha calcolato che l’Italia è la maggior beneficiaria del PNRR, grazie al quale sta tamponando il calo della produzione industriale… ma, al momento, i sondaggi comandano la morte dell’Europa e lui, militarmente, obbedisce.