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domenica 26 luglio 2026

Crlo Bastasin, "Viaggio al termine dell'Occidente", Luiss, 2019

 

"Questa trasformazione economica crea un disagio che proprio la natura intangibile delle qualità coinvolte trasmette al livello psicologico. L'insuccesso non è associato alla minore quantità di capitale o di lavoro, come in passato, ma alle qualità dell'individuo, su cui pesano minorità culturale o difetti di origine familiare, quasi incoffessabili, che ognuno infatti fatica a riconoscere come propria responsabilità. Nella distanza tra sogno e realtà, il sospetto sulla verità pubblica è diventato così uno status mentale: dubitare degli altri accresce l'autostima. Nel momento di maggior disagio, nel corso delle crisi, la sfiducia porta a sospettare perfino del pensiero razionale, i vaccini, il riscaldamento globale, i diritti costituzionali. Al momento della crisi che ha destabilizzato le certezze di milioni di individui, il sospetto di un gigantesco inganno, che per la prima volta si manifestava visibilmente, ha incendiato gli animi"

mercoledì 1 luglio 2026

GOLPE DI SOLE


 

Era la notte tra il 9 ed il 10 luglio del 1992 quella in cui il Governo Amato varò una manovra d’urgenza per prelevare dai conti correnti degli italiani lo 0,6% di quanto vi risultava depositato la mattina precedente. La misura suscitò scalpore, anzi scandalo, perché si trattava di un prelievo non preavvisato, in dispregio a quelle regole di legge, ma anche di buona educazione, che impongono di avvertire prima di entrare, soprattutto quando si tratta di entrare nelle tasche altrui.

Evidentemente, i governanti preferiscono propinare le scelte più indigeribili mentre gli italiani si cimentano nei tuffi a mare, e la canicola ne rallenta la reattività.

L’ultimo caso è quello della legge elettorale, denominata melonellum o stabilicum (ma sarebbe meglio paraculum), con la quale sostanzialmente si stanno contraddicendo tutti i principi della democrazia parlamentare introdotti con la Costituzione del 1948.

Infatti, se nella Costituzione il capo di Governo viene indicato dal Presidente della Repubblica, col paraculum si nominerà da sé stesso, inoltre nominerà i parlamentari, che dovrebbero invece essere eletti dal popolo, e si eleggerà con la sua sola maggioranza il Presidente della Repubblica, il meno imparziale possibile.

Non è un delitto proporre di cambiare l’assetto istituzionale dello Stato, passando da un sistema parlamentare ad uno iper-presidenziale, nel quale sono sterilizzate le prerogative di tutti i soggetti diversi Governo, ma il fatto che un tale cambiamento venga realizzato senza discuterne, senza informare i cittadini e, soprattutto, approfittando delle loro distrazioni balneari, fa pensare che, anche stavolta,  si voglia fregargli qualcosa che credevano di aver messo al sicuro.

giovedì 18 giugno 2026

Luciano Floridi, "La quarta rivoluzione", Raffaello Cortina Editore, 2017


 "ci stiamo spostando dall'essere parte del consenso politico al prendere parte a esso, è tale partecipazione è sempre più 'temporanea', 'su richiesta', 'orientata ad un fine', ed è tutt'altro che stabile, permanente o di lungo periodo. Se la politica assomiglia in modo crescente al commercio, ciò accade perchè, in entrambi i casi, l'interlocutore, il cittadino-consumatore, deve essere convinto ad agire nel modo auspicato ogni volta daccapo. L'appartenenza fedele non è la posizione di default: al contrario, richiede quindi di essere costruita e rinnovata tanto in relazione ai prodotti politici quanto a quelli commerciali. Raccogliere consenso su specifici temi politici è diventato un continuo processo di riattivazione dell'impegno. Non è questione di una limitata soglia di attenzione. Il generico lamento per cui le nuove generazioni non sarebbero più in grado di prestare un'attenzione continuata ai problemi politici è mal riposto. Si tratta, in fin dei conti, della generazione capace di stare per ore incollata alla tv a guardare una serie televisiva un episodio dopo l'altro. La questione è piuttosto quella di rinnovare ogni volta l'interesse senza precipitare in un sovraccarico di informazioni (una nuova crisi, una nuova emergenza, una nuova rivoluzione, e così via) e di questioni politiche eccessivamente impegnative (quante volte dobbiamo intervenire urgentemente?). Dunque il problema è comprendere cosa possa motivare ripetutamente gli agenti a fornire il loro consenso e ad impegnarsi, e che cosa accada quando tali agenti preferiscono stare lontani dalle attività dei sistemi politici, occupando una sfera sociale d'identità civile, ma apolitica. Se non si coglie questo passaggio si finisce probabilmente per non comprendere l'apparente incoerenza tra il disincanto individuale nei confronti della politica e la popolarità dei movimenti globali, dell'attivismo, del volontarismo e delle mobilitazioni internazionali, nonchè delle ltre forze sociali che hanno forti implicazioni politiche. Ciò che è moribonda non è la politica, ma la politica storica, fondata su partiti, classi, ruoli sociali definiti, manifesti e programmi politici, e lo stato sovrano, che ricercava la propria legittimazione politica una sola volta e che l'usava finchè non gli era revocata"