Si avverte in questi giorni la sensazione di un epilogo cruciale per valori che ritenevamo consolidati ed indiscutibili.
I meccanismi democratici rischiano di essere cancellati a causa del loro stesso funzionamento, in quanto possono determinare l’attribuzione di potere decisionale a soggetti che non intendono esercitarlo in conformità a quei criteri che hanno consentito tale attribuzione.
E’ evidente la tendenza a ridurre al minimo la funzione degli organi assembleari e dei controlli giurisdizionali: le decisioni dovrebbero misurarsi solo con riferimento alla velocità con cui vengono adottate, a prescindere da ogni adeguata e preventiva composizione dei diversi interessi coinvolti.
Le relazioni inter-nazionali ed inter-personali sembrano avviate a conformarsi a parametri nuovi, o forse molto antichi, certo ignoti all’attuale popolazione di quello che si definiva mondo occidentale.
La sovranità non si sostanzierà nella sola rappresentanza popolare, se non sarà assistita dall’adeguata disponibilità di energia, dunque dei carburanti impiegati a produrla.
Nelle prassi quotidiane il comune cittadino impiega quantità di energia impensabili fino a qualche decennio fa: viaggia in aereo, acquista merci trasportate per migliaia di chilometri, utilizza tecnologie comunicative ed informatiche che richiedono alimentazione continua e crescente.
Per una semplice ricerca su Google si consumano circa 2,26 kilowattora, impiegando invece la cosiddetta Intelligenza Artificiale questi consumi si moltiplicano per dieci.
Il progredire delle attività umane svolte con ausilii tecnologici lascia pensare che la dotazione energetica sarà il presupposto di qualunque organismo politico che intenda determinarsi in maniera indipendente.
E solo la necessità del controllo sui carburanti può motivare al conflitto bellico, nessun’altra causa, nè umanitaria né politica.
Di fronte a tali sviluppi storici e tecnologici si rivela tutta l’inadeguatezza dei patti stipulati sulla fragile carta nella forma delle Costituzioni nazionali: quella degli Stati Uniti d’America, la prima dell’età moderna, sembra essere anche la prima destinata a smaterializzarsi e svanire







