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lunedì 16 marzo 2026

Marzo-Aprile 2026: una Passione per la democrazia

Si avverte in questi giorni la sensazione di un epilogo cruciale per valori che ritenevamo consolidati ed indiscutibili.

I meccanismi democratici rischiano di essere cancellati a causa del loro stesso funzionamento, in quanto possono determinare l’attribuzione di potere decisionale a soggetti che non intendono esercitarlo in conformità a quei criteri che hanno consentito tale attribuzione.

E’ evidente la tendenza a ridurre al minimo la funzione degli organi assembleari e dei controlli giurisdizionali: le decisioni dovrebbero misurarsi solo con riferimento alla velocità con cui vengono adottate, a prescindere da ogni adeguata e preventiva composizione dei diversi interessi coinvolti.

Le relazioni inter-nazionali ed inter-personali sembrano avviate a conformarsi a parametri nuovi, o forse molto antichi, certo ignoti all’attuale popolazione di quello che si definiva mondo occidentale.

La sovranità non si sostanzierà nella sola rappresentanza popolare, se non sarà assistita dall’adeguata disponibilità di energia, dunque dei carburanti impiegati a produrla.

Nelle prassi quotidiane il comune cittadino impiega quantità di energia impensabili fino a qualche decennio fa: viaggia in aereo, acquista merci trasportate per migliaia di chilometri,  utilizza tecnologie comunicative ed informatiche che richiedono alimentazione continua e crescente.

Per una semplice ricerca su Google si consumano circa 2,26 kilowattora, impiegando invece la cosiddetta Intelligenza Artificiale questi consumi si moltiplicano per dieci.

Il progredire delle attività umane svolte con ausilii tecnologici lascia pensare che la dotazione energetica sarà il presupposto di qualunque organismo politico che intenda determinarsi in maniera indipendente.

E solo la necessità del controllo sui carburanti può motivare al conflitto bellico, nessun’altra causa, nè umanitaria né politica.

Di fronte a tali sviluppi storici e tecnologici si rivela tutta l’inadeguatezza dei patti stipulati sulla fragile carta  nella forma delle Costituzioni nazionali: quella degli Stati Uniti d’America, la prima dell’età moderna, sembra essere anche la prima destinata a smaterializzarsi e svanire


 

venerdì 20 febbraio 2026

M. De Carolis: Rifeudalizzazione (Feltrinelli, 2025)


 "Occupare il potere legittimo vuol dire ora mettere in scena una mediazione tra le potenze globali e le spinte popolari, che è divenuta semplicemente impossibile. L'autorità poggia perciò da un lato sull'abilità di barcamenarsi tra i due poli, e dall'altro sull'attitudine alla menzogna, per fingere di affrontare problemi la cui soluzione è palesemente fuori dalla portata di qualunque Governo locale.
(...)
Per mantenere vivi il consenso e la fedeltà attiva delle masse, si rende così necessario il ricorso agli artfici tecnici più svariati: la manipolazione mediatica, l'appello a mitologie religiose, le dipendenze patologiche di ogni tipo; sopratutto la sintesi tra coercizione e disperazione che, a lungo andare, trasforma i popoli in masse di popolazione in eccesso. Si tratta comunque solo di espedienti, fatti non per risolvere problemi ma per cronocizzarli e guadagnare tempo." 

mercoledì 11 febbraio 2026

PERCHE’ LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E’ L’ENNESIMA BALLA DEL GOVERNO



 


1)      votando sì al referendum avremo una Giustizia più efficiente?

NO, tutta la normativa sostanziale e processuale e tutta l’organizzazione giudiziaria resteranno identiche, dunque non ci sarà nessuna misura di efficientamento;

 

2)      votando sì al referendum la difesa dell’imputato sarà equiparata all’accusa?

NO, non ci sarà nessuna misura diretta ad equiparare la difesa all’accusa;

 

3)      votando sì al referendum i pubblici ministeri avranno meno potere nel CSM?

NO, avranno più potere perché saranno gli unici componenti del proprio CSM separato, mentre finora dovevano essere eletti in un CSM unico ed essendo la quota inferiore della magistratura, nella quale i giudici sono più numerosi;

 

4)      votando sì al referendum si eviterà l’influenza dei PM sui giudici?

NO, questa influenza è teorizzata da chi propone il referendum ma mai dimostrata, e bisogna considerare che, ad oggi, una gran parte delle funzioni di Giudicante è svolta da avvocati nominati Giudici Onorari, ma nessuno si è mai posto il problema di separare le carriere degli avvocati che svolgono funzioni di giudice da quelle dei loro colleghi che restano solo avvocati.  In ogni caso, anche votando Sì al referendum, i PM resteranno investiti di una funzione pubblica, dunque manterranno una identica posizione di preminenza nello svolgimento del giudizio penale; 

 

5)      votando sì ai referendum si eviterà la nascita di correnti politiche tra i magistrati?

NO, se le correnti non sono vietate per legge niente può impedire che si formino, neanche il sorteggio per il CSM, perché i magistrati sorteggiati potranno decidere di formare una corrente dopo il sorteggio, anzi è assai probabile che ciò accadrà, perché vorranno consolidarsi tra di loro per fronteggiare i componenti indicati dalla politica;

 

MA ALLORA A COSA SERVE QUESTA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE?

La riforma segue la linea di tutti i provvedimenti dell’attuale maggioranza parlamentare, dai centri per l’immigrazione in Albania fino all’accesso alle facoltà di Medicina, senza di dimenticare il taglio del cuneo fiscale e gli incentivi alle famiglie: l’obiettivo comune a queste misure è stato far credere che si affrontassero alcuni problemi, dunque illudere i cittadini per estorcerne in maniera fraudolenta il consenso.

A COSA SERVE ANDARE A VOTARE?

Ognuno avrà le sue motivazioni, le mie personali sono le seguenti:

1)      non vorrei continuare ad essere preso per il sedere;

2)     non riconosco ai componenti di questa maggioranza parlamentare un’autorevolezza morale e culturale tale da renderli idonei a modificare la Costituzione della Repubblica Italiana;

 

DUNQUE IL 22 MARZO VOTERO’ NO