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mercoledì 11 febbraio 2026

PERCHE’ LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE E’ L’ENNESIMA BALLA DEL GOVERNO



 


1)      votando sì al referendum avremo una Giustizia più efficiente?

NO, tutta la normativa sostanziale e processuale e tutta l’organizzazione giudiziaria resteranno identiche, dunque non ci sarà nessuna misura di efficientamento;

 

2)      votando sì al referendum la difesa dell’imputato sarà equiparata all’accusa?

NO, non ci sarà nessuna misura diretta ad equiparare la difesa all’accusa;

 

3)      votando sì al referendum i pubblici ministeri avranno meno potere nel CSM?

NO, avranno più potere perché saranno gli unici componenti del proprio CSM separato, mentre finora dovevano essere eletti in un CSM unico ed essendo la quota inferiore della magistratura, nella quale i giudici sono più numerosi;

 

4)      votando sì al referendum si eviterà l’influenza dei PM sui giudici?

NO, questa influenza è teorizzata da chi propone il referendum ma mai dimostrata, e bisogna considerare che, ad oggi, una gran parte delle funzioni di Giudicante è svolta da avvocati nominati Giudici Onorari, ma nessuno si è mai posto il problema di separare le carriere degli avvocati che svolgono funzioni di giudice da quelle dei loro colleghi che restano solo avvocati.  In ogni caso, anche votando Sì al referendum, i PM resteranno investiti di una funzione pubblica, dunque manterranno una identica posizione di preminenza nello svolgimento del giudizio penale; 

 

5)      votando sì ai referendum si eviterà la nascita di correnti politiche tra i magistrati?

NO, se le correnti non sono vietate per legge niente può impedire che si formino, neanche il sorteggio per il CSM, perché i magistrati sorteggiati potranno decidere di formare una corrente dopo il sorteggio, anzi è assai probabile che ciò accadrà, perché vorranno consolidarsi tra di loro per fronteggiare i componenti indicati dalla politica;

 

MA ALLORA A COSA SERVE QUESTA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE?

La riforma segue la linea di tutti i provvedimenti dell’attuale maggioranza parlamentare, dai centri per l’immigrazione in Albania fino all’accesso alle facoltà di Medicina, senza di dimenticare il taglio del cuneo fiscale e gli incentivi alle famiglie: l’obiettivo comune a queste misure è stato far credere che si affrontassero alcuni problemi, dunque illudere i cittadini per estorcerne in maniera fraudolenta il consenso.

A COSA SERVE ANDARE A VOTARE?

Ognuno avrà le sue motivazioni, le mie personali sono le seguenti:

1)      non vorrei continuare ad essere preso per il sedere;

2)     non riconosco ai componenti di questa maggioranza parlamentare un’autorevolezza morale e culturale tale da renderli idonei a modificare la Costituzione della Repubblica Italiana;

 

DUNQUE IL 22 MARZO VOTERO’ NO