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giovedì 14 febbraio 2013

CHIARE LETTERE (3)

IL PROF. SCOTTO DI LUZIO SU "IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO"

venerdì 8 febbraio 2013

AZIONE PENALE A ZELO ALTERNATO


Essendo un indispensabile ingranaggio del meccanismo giurisdizionale, tante volte me ne sono vergognato.
Come stamattina, mentre le mani callose dell’omino di fronte a me spiegavano un avviso di garanzia, appena consegnato.
Non guardavo tanto l'avviso - due righe mi erano bastate - guardavo quelle mani di pescatore e la faccia: antica, segnata, umile; come avrei fatto a spiegargli l'ingranaggio?
Corpo del reato è un capanno per ripararci le reti, tredici metri quadrati, unoenovanta di altezza, recintati da legno e tettoia di plastica.
Accertamento dei Vigili Urbani, trasmesso alla Procura, ne era scaturito un procedimento penale per reati edilizi e paesaggistici, nonostante l'omimo avesse subito demolito tutto, proprio per non avere problemi.
E non mi parlate di quella panzana dell'azione penale obbligatoria: negli ultimi tre anni l'ufficio che persegue l'omimo non è riuscito a rinviare a giudizio ben due indagati di violenti omicidi.
Riepilogo le cronache: pensionato insaccato a pezzi, prostituta sotterrata; due sospettati in custodia cautelare con gravi indizi ma l'ufficio giudiziario non conclude le indagini nel tempo massimo.
Così i due presunti omicidi ritornano liberi in attesa di un giudizio che, per l'omimo del capanno, è già iniziato.
Come farò a spiegarglielo?

lunedì 28 gennaio 2013

PSICHIATRIA DELLE FONTI


Ringrazio il Dott. Cesare Taraschi per aver illustrato agli avvocati del mio foro, lo scorso 25 gennaio, le modifiche al codice di procedura civile in tema di impugnazioni.
Esposizione precisa, chiara e tanto sincera da generare angoscia, visto che non ha esitato ad evidenziare tutta la confusione di norme contraddittorie, poco efficaci ed ancor meno comprensibili.
La mia angoscia e' stata tale da farmi pensare che la "classe dirigente" annidata tra Parlamento e Ministeri sia affetta da gravi alterazioni psichiche.
Pensavo anche a quanto fossimo ridicoli noi li' seduti ad ascoltare: duecento persone sufficientemente sane eppure tutte impegnate a cercare il senso di frasi che sembravano scritte da una  compagnia di psicolabili.
Immaginate se scoprissimo che, per un misterioso virus, parlamentari e Capi di Stato nell'ultimo ventennio avevano perso la capacità' d'intendere e volere.
Le leggi da loro approvate dovrebbero essere annullate?
E le sentenze pronunciate applicando quelle leggi?

lunedì 14 gennaio 2013

ABUSO D'UFFICIO? NO, SOSTEGNO FAMILIARE


opposizione all'archiviazione (pag. 1)
opposizione all'archiviazione (pag. 2)


Se doveste scoprire che, in una causa, il Giudice ed uno degli avvocati sono padre e figlio, non vi meravigliate troppo, tra qualche anno la cosa sarà considerata normale, se si dovesse estendere una prassi che comincia ad affacciarsi.
Per il momento, ad essere considerato normale è l’incarico per accertamenti su un immobile conferito dal giudice ad un tecnico che è anche progettista (o padre del progettista) del medesimo immobile.
Stentate a crederci? Questi i nudi fatti:
Nel giudizio civile tra la sig.ra Tizia ed il Sig. Caio viene nominato Consulente Tecnico di Ufficio il Geom. Pinco dello studio Pincopallino&Associati, costituito dallo stesso Geom. Pinco e da suo figlio, Ing. Pinco.
Si scopre poi che, mentre il Geom. Pinco svolgeva il suo incarico come consulente del Giudice, lo studio Pincopallino&Associati svolgeva per la Sig.ra Tizia l’incarico di progettare la ristrutturazione dell’immobile oggetto del giudizio civile.
In pratica, lo studio Pincopallino&Associati, prima si presentava suoi luoghi come consulente del Tribunale nella controversia tra Tizia e Caio, dopo qualche giorno vi ritornava come consulente di Tizia.
E non si può escludere che, per ottimizzare il lavoro, lo studio Pincopallino utilizzasse per il progetto della sig.ra Tizia le misurazioni effettuate durante la perizia.
Apprezzabile l'economicita' della combinazione, non la sua legalità, tanto che Caio denuncia Pinco alla Procura per abuso d'ufficio e corruzione in atti giudiziari. La notizia di reato viene però trasmessa ad un PM a zelo alternato, che non ha tempo per leggersi le sentenze di Corte Costituzionale e Cassazione Penale. Più comodo chiedere l'archiviazione.
Come avvocato di Caio mi oppongo all'archiviazione (VEDI ATTO RIPRODOTTO), e confido serenamente che il GIP vorrà perlomeno approfondire le indagini.
Niente da fare, con una gemma di decreto, brillante per logicità, il GIP ribadisce l'archiviazione ritenendo che “in relazione alle valutazioni effettuate non può ritenersi sussistente una violazione dei doveri d’ufficio, proprio perché trattasi di valutazioni”.
Insomma, chi è stato demandato ad effettuare delle valutazioni  si potrà sempre ritenere indenne dall’accusa di abuso d’ufficio, dunque non vi adirate se il giudice è padre dell’avvocato: la sentenza che vi riguarda sarà soltanto una valutazione…
La maggiore amarezza? Che PM e GIP siano entrambi giovani magistrati. Altro che rottamare il vecchio, qui c'è' da rimpiangere PONZIO PILATO!