IL GIURISTA E' FUORI DAI CODICI ------- Avvocato Vincenzo Montone ------- Castellabate (SA) via Colombo 11 ------- +39 0974960347 ---- montonevince@libero.it
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giovedì 14 febbraio 2013
CHIARE LETTERE (3)
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Vincenzo montone
venerdì 8 febbraio 2013
AZIONE PENALE A ZELO ALTERNATO
Essendo un
indispensabile ingranaggio del meccanismo giurisdizionale, tante volte me ne
sono vergognato.
Come stamattina,
mentre le mani callose dell’omino di fronte a me spiegavano un avviso di
garanzia, appena consegnato.
Non guardavo
tanto l'avviso - due righe mi erano bastate - guardavo quelle mani di pescatore
e la faccia: antica, segnata, umile; come avrei fatto a spiegargli
l'ingranaggio?
Corpo del reato
è un capanno per ripararci le reti, tredici metri quadrati, unoenovanta di
altezza, recintati da legno e tettoia di plastica.
Accertamento dei
Vigili Urbani, trasmesso alla Procura, ne era scaturito un procedimento penale
per reati edilizi e paesaggistici, nonostante l'omimo avesse subito demolito
tutto, proprio per non avere problemi.
E non mi parlate
di quella panzana dell'azione penale obbligatoria: negli ultimi tre anni
l'ufficio che persegue l'omimo non è riuscito a rinviare a giudizio ben due
indagati di violenti omicidi.
Riepilogo le
cronache: pensionato insaccato a pezzi, prostituta sotterrata; due sospettati
in custodia cautelare con gravi indizi ma l'ufficio giudiziario non conclude le
indagini nel tempo massimo.
Così i due
presunti omicidi ritornano liberi in attesa di un giudizio che, per l'omimo del
capanno, è già iniziato.
Come farò a
spiegarglielo?
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PM,
Vincenzo montone
lunedì 28 gennaio 2013
PSICHIATRIA DELLE FONTI
Ringrazio il
Dott. Cesare Taraschi per aver illustrato agli avvocati del mio foro, lo scorso
25 gennaio, le modifiche al codice di procedura civile in tema di impugnazioni.
Esposizione
precisa, chiara e tanto sincera da generare angoscia, visto che non ha esitato
ad evidenziare tutta la confusione di norme contraddittorie, poco efficaci ed
ancor meno comprensibili.
La mia angoscia
e' stata tale da farmi pensare che la "classe dirigente" annidata tra
Parlamento e Ministeri sia affetta da gravi alterazioni psichiche.
Pensavo anche a
quanto fossimo ridicoli noi li' seduti ad ascoltare: duecento persone
sufficientemente sane eppure tutte impegnate a cercare il senso di frasi che
sembravano scritte da una compagnia di
psicolabili.
Immaginate se
scoprissimo che, per un misterioso virus, parlamentari e Capi di Stato
nell'ultimo ventennio avevano perso la capacità' d'intendere e volere.
Le leggi da loro
approvate dovrebbero essere annullate?
E le sentenze
pronunciate applicando quelle leggi?
lunedì 14 gennaio 2013
ABUSO D'UFFICIO? NO, SOSTEGNO FAMILIARE
![]() |
| opposizione all'archiviazione (pag. 1) |
![]() |
| opposizione all'archiviazione (pag. 2) |
Se doveste
scoprire che, in una causa, il Giudice ed uno degli avvocati sono padre e
figlio, non vi meravigliate troppo, tra qualche anno la cosa sarà considerata normale,
se si dovesse estendere una prassi che comincia ad affacciarsi.
Per il momento, ad
essere considerato normale è l’incarico per accertamenti su un immobile
conferito dal giudice ad un tecnico che è anche progettista (o padre del
progettista) del medesimo immobile.
Stentate a
crederci? Questi i nudi fatti:
Nel giudizio
civile tra la sig.ra Tizia ed il Sig. Caio viene nominato Consulente Tecnico di
Ufficio il Geom. Pinco dello studio Pincopallino&Associati, costituito
dallo stesso Geom. Pinco e da suo figlio, Ing. Pinco.
Si scopre poi
che, mentre il Geom. Pinco svolgeva il suo incarico come consulente del Giudice,
lo studio Pincopallino&Associati svolgeva per la Sig.ra Tizia l’incarico di
progettare la ristrutturazione dell’immobile oggetto del giudizio civile.
In pratica, lo
studio Pincopallino&Associati, prima si presentava suoi luoghi come
consulente del Tribunale nella controversia tra Tizia e Caio, dopo qualche giorno
vi ritornava come consulente di Tizia.
E non si può
escludere che, per ottimizzare il lavoro, lo studio Pincopallino utilizzasse
per il progetto della sig.ra Tizia le misurazioni effettuate durante la perizia.
Apprezzabile
l'economicita' della combinazione, non la sua legalità, tanto che Caio denuncia
Pinco alla Procura per abuso d'ufficio e corruzione in atti giudiziari. La
notizia di reato viene però trasmessa ad un PM a zelo alternato, che non ha
tempo per leggersi le sentenze di Corte Costituzionale e Cassazione Penale. Più
comodo chiedere l'archiviazione.
Come avvocato di
Caio mi oppongo all'archiviazione (VEDI
ATTO RIPRODOTTO), e confido serenamente che il GIP vorrà perlomeno
approfondire le indagini.
Niente da fare,
con una gemma di decreto, brillante per logicità, il GIP ribadisce
l'archiviazione ritenendo che “in relazione alle valutazioni effettuate non
può ritenersi sussistente una violazione dei doveri d’ufficio, proprio perché
trattasi di valutazioni”.
Insomma, chi è
stato demandato ad effettuare delle valutazioni
si potrà sempre ritenere indenne dall’accusa di abuso d’ufficio, dunque
non vi adirate se il giudice è padre dell’avvocato: la sentenza che vi riguarda
sarà soltanto una valutazione…
La maggiore
amarezza? Che PM e GIP siano entrambi giovani magistrati. Altro che rottamare
il vecchio, qui c'è' da rimpiangere PONZIO PILATO!
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